RICHIEDENTI ASILO, – Accoglienza e Raziocinio

Reggello Viva risponde ai cittadini
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Rivalutare i nostri luoghi: ripensare, convertire, creare.
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Circa 70.000 anni fa il nostro antenato homo sapiens si mise in cammino dall’Africa orientale e migrò diffondendosi nel tempo sull’intero pianeta. Oggi noi siamo qui grazie alla sua ricerca di vita e sopravvivenza.

 

 

 

 

 

Questo nostro piccolo pianeta appartiene a qualsiasi espressione di vita, l’essere umano deve prendere consapevolezza che per sopravvivere deve interpretare con la sua razionalità tutti gli eventi che appaiono impossibili da affrontare e gestire.

Oggi forti flussi migratori da Medio Oriente e Africa creano nei cittadini dei paesi, così detti, occidentali paura e insicurezza e forze politiche irresponsabili sfruttano questi stati d’animo per aumentare tali paure e proporsi come garanti delle loro sicurezze e raccogliere facilmente consenso.

Nessun muro o nave armata potrà fermare la disperazione di masse che fuggono dalla morte e dalla fame, quindi l’unica soluzione potrà essere solo quella che ci ha permesso di essere ancora su questo pianeta come esseri umani: la comprensione del fenomeno e il raziocinio per affrontarlo.

Certamente non potremo accogliere tutta la miseria del mondo, quel miliardo di esseri umani che cerca disperatamente di sopravvivere non cercherà comunque di venire tutto da noi. Non tutti i profughi costretti a fuggire da guerre, miseria o dissesti ambientali imboccano la via dell’Europa; se possono si fermano il più vicino possibile ai luoghi da dove sono fuggiti, sperando di tornarvi. La migrazione verso l’Europa è selettiva, partono con le risorse di intere famiglie le persone più giovani, più forti, più istruite. Molti di loro una volta raggiunta l’Europa vorrebbero ritornare appena si creeranno le condizioni per farlo. Lo scrive Warsan Shire, poetessa somala emigrata in Inghilterra, nella sua poesia Home: «A casa ci voglio tornare, ma casa mia sono le mandibole di uno squalo».

È a questo che dovremmo guardare con attenzione e vederne una grande opportunità, infatti queste persone dopo un periodo vissuto nel nostro continente, aiutati da una vera volontà di confronto conoscenza e integrazione, diventeranno i veri interlocutori nei loro paesi di origine per demolire intolleranze, pregiudizi, steccati di culture e religioni.

Un Comune dovrebbe essere uno dei principali protagonisti di questa inversione di rotta, chiedendo con determinazione al governo di partecipare in prima persona all’ individuazione di una politica programmatica per una vera accoglienza e integrazione impiegando a tale scopo risorse che oggi vengono utilizzate per fini ben lontani dal bene comune, come gli 80 miliardi che la BCE regala ogni mese alle banche in cambio di carta straccia.